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Cheratite da Acanthamoeba: sintomi e rischi per l’occhio

Cheratite da Acanthamoeba: sintomi e rischi per l’occhio 2017-05-29T17:36:20+00:00

Lenti a contatto e Cheratite da AcanthamoebaLe infezioni oculari da Acanthamoeba nei portatori di lenti a contatto sono rare ma gravi, e spesso iniziano a causa di un uso improprio di questi dispositivi e di una scarsa attenzione all’igiene.

Per evitare cheratiti da Acanthamoeba, i portatori di lenti a contatto dovrebbero seguire con molta attenzione le istruzioni fornite da oculisti e produttori per indossare e pulire questi dispositivi. Una corretta manutenzione riduce notevolmente i rischi da tutte le infezioni oculari, comprese quelle causate da Acanthamoeba. La prevenzione è sempre l’approccio migliore, perché le cheratiti da Acanthamoeba possono essere estremamente difficili da trattare. Infatti, queste infezioni possono arrivare a richiedere un trapianto di cornea, una procedura chirurgica impegnativa.

Che cosa sono le Acanthamoeba?

Le Acanthamoeba sono amebe (piccoli organismi monocellulari) che si trovano comunemente nelle fonti d’acqua come acqua di rubinetto, acqua di pozzo, vasche idromassaggio, e nelle reti fognarie. Se questi piccoli parassiti infettano l’occhio, si sviluppa una cheratite da Acanthamoeba. La condizione è stata diagnosticata per la prima volta nel 1973, e nel 90 per cento dei casi interessa persone che indossano lenti a contatto.

Negli ultimi anni, diversi studi hanno messo in evidenza focolai sporadici di cheratite da Acanthamoeba tra i portatori di lenti a contatto. Per esempio, nel 2007 fu ritirata dal commercio una soluzione per la manutenzione, perché il suo utilizzo aumentava di sette volte il rischio di sviluppare l’infezione. La soluzione in sé non era contaminata, ma sembrava essere inefficace nel prevenire lo sviluppo di questa patologia. Altre soluzioni erano state ritirate dal commercio nel 2006 perché il loro utilizzo aumentava la possibilità di sviluppare infezioni fungine.

Le cause della cheratite da lenti a contatto

I fattori e le attività che aumentano i rischi di contrarre questa infezione includono l’utilizzo di acqua di rubinetto o di soluzioni per la pulizia fatte in casa per pulire i vostri dispositivi e la pratica di indossare le lenti in una vasca da bagno o idromassaggio, in piscina, sotto la doccia o quando si viaggia in aereo. E’necessario seguire delle norme di igiene per prevenire infezioni oculari causate da questo patogeno, e una delle cause può essere anche la pulizia insufficiente. Inoltre, alcuni scienziati teorizzano che i nuovi regolamenti volti a ridurre la presenza di sostanze potenzialmente cancerogene utilizzate come disinfettanti per l’acqua, abbia incrementato la probabilità di trovare questo patogeno nelle riserve idriche.

Altri ricercatori associano i recenti aumenti dell’incidenza di infezioni oculari con l’introduzione dei sistemi di manutenzione “no-rub”, che potrebbero comportare una pulizia e disinfezione meno efficace delle lenti a contatto. Ma indipendentemente dalla causa dell’aumento, questi microrganismi possono essere uccisi facilmente, specialmente rimuovendoli dalla superficie della lente durante la pulizia. Alla fine, una buona igiene è il modo migliore per prevenire questa patologia e indossare le lenti in modo corretto.

Cheratite oculare: i principali sintomi

I sintomi della cheratite da Acanthamoeba includono arrossamento e dolore oculare dopo aver tolto le lenti, lacrimazione, sensibilità alla luce, offuscamento della vista e la sensazione di un corpo estraneo nell’occhio. Forme avanzate possono essere caratterizzate dalla presenza di un “anello” che ricopre l’iride, e da arrossamento della sclera. Se si avvertono questi sintomi, è necessario rivolgersi al proprio oculista. Tenete a mente che la diagnosi di cheratite da Acanthamoeba non è facile da effettuare nelle prime fasi di malattia, perché i suoi sintomi sono simili a quelli di altre infezioni oculari.

La diagnosi spesso viene posta quando ci si rende conto che la condizione è resistente agli antibiotici utilizzati per gestire altre infezioni. Può anche verificarsi un ulcerazione “ad anello” del tessuto corneale. Purtroppo, se non viene prontamente trattata, la cheratite da Acanthamoeba può causare la perdita della vista o richiedere un trapianto di cornea.

Come ridurre il rischio di cheratite?

Esistono diversi semplici modi per ridurre notevolmente il rischio di andare incontro a questa condizione pericolosa per la vista – e, di fatto, a qualsiasi tipo di infezione oculare correlata all’utilizzo delle lenti. Seguite le raccomandazioni del vostro oculista per quanto riguarda la manutenzione di questi dispositivi e utilizzate solo i prodotti che vi ha suggerito. Non usate mai acqua del rubinetto per pulirle. Non andate in piscina e non fate il bagno o la doccia mentre le indossate. Se decidete di indossarle mentre siete in piscina, indossate anche degli occhialini ed eliminatele subito dopo essere usciti dall’acqua.

Assicuratevi di conservarle nella soluzione apposita ogni notte e non utilizzate soluzioni saline che non sono state approvate per la disinfezione. Inoltre, è buona norma lavarsi sempre accuratamente le mani prima di manipolarle. A meno che non si indossino modelli usa e getta, che vengono sostituiti ogni giorno, pulitele immediatamente dopo averle tolte, strofinandole sotto un flusso di soluzione multiuso – anche se si utilizza una soluzione “no-rub” – e conservatele in un contenitore pieno di soluzione disinfettante sostituita del tutto rispetto a quella utilizzata il giorno precedente.

La pulizia del porta lenti a contatto e manutenzione

La pulizia e la manutenzione sono ugualmente importanti per i contenitori nei quali si conservano le lenti a contatto, in quanto possono aumentarne la durata. Oltre a seguire le norme di igiene durante la manipolazione dei dispositivi, pulite e sterilizzate i contenitori per evitare la contaminazione. Molti oculisti consigliano di lavare la custodia soltanto con una soluzione disinfettante o multiuso e non con acqua di rubinetto. Su questo punto, il vostro oculista sarà consigliarvi nella maniera migliore.

Quando lasciate il portalenti asciugare all’aria, il rischio di contaminazione viene ridotto se il contenitore viene posto a faccia in giù in una zona con poca umidità (in camera da letto piuttosto che in bagno, per esempio). Come ulteriore precauzione, potreste sterilizzare il portalenti vuoto una volta alla settimana, immergendolo in acqua bollente per pochi minuti. Molti oculisti consigliano di sostituire il portalenti almeno ogni tre mesi, per aiutare a prevenire la contaminazione.

Anche in questo caso, la prevenzione è la miglior difesa contro la cheratite da Acanthamoeba. Seguite sempre le norme di igiene per la pulizia e la manutenzione delle vostre lenti e, nel caso in cui notiate sintomi oculari insoliti, che potrebbero indicare lo sviluppo di un’infezione, consultate immediatamente il vostro oculista. Per ridurre notevolmente il rischio di questa contaminazione è possibile utilizzare lenti a contatto morbide giornaliere, che dopo essere state utilizzate possono essere gettate via.

Lenti a contatto ce provocano la Cheratite da Acanthamoeba