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A quando risale l’invenzione delle lenti a contatto?

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A quando risale l’invenzione delle lenti a contatto? 2017-05-29T17:36:31+00:00

Chi è stato l'inventore delle lenti a contattoLe lenti a contatto sono diventate dispositivi medici di uso comune tanto quanto gli occhiali. In ogni paese del mondo, ogni giorno, persone con disturbi visivi si avvicinano al mondo delle lenti a contatto consapevoli del netto miglioramento che questi presidi portano alla loro vita quotidiana.

La storia delle lenti a contatto è affascinante perché a partire dalla loro ideazione teorica hanno richiesto centinaia di anni per prototipazione, realizzazione e produzione in serie. Scopriamo insieme la storia delle lenti a contatto.

Alcune teorie attribuiscono la creazione di un primo esempio di lenti a contatto a Leonardo da Vinci, che nel XVI secolo aveva già sviluppato il concetto di lente corneale.

Bisogna distinguere la fase teorica “dell’idea lente” dalla fase di “sperimentazione lente” che ha portato all’odierno dispositivo poiché, per secoli, la lente a contatto è rimasta un teorema che non ha trovato applicazione per la ovvia mancanza di tecnologie atte alla produzione di queste meraviglie della modernità.

Il pensiero teorico della lente ha origine niente di meno che per mano del genio assoluto del rinascimento. Già nel 1508, il grande Leonardo conduceva esperimenti sul potere refrattivo dell’acqua sull’occhio dell’uomo. Infatti, uno dei suoi innumerevoli schizzi, ritrae un volto umano immerso in mezzo fiasco d’acqua. Le annotazioni concludevano che l’occhio vedeva diversamente grazie all’acqua che c’era tra lo stesso e la superficie del fiasco. Secoli dopo, il principio alla base del potere delle lenti a contatto sta nella quantità d’acqua che si pone tra occhio e lente.

Sul sentiero tracciato dal grande toscano, Cartesio (al secolo René Descartes) grande genio del suo tempo, nel 1636 pubblicò “La Dioptrique”, La Diottrica, opera che intendeva approfondire il trattato scritto da Keplero nel suo “Dioptricae”. Il saggio del francese, diviso in tre sezioni distinte che affrontano l’ottica dai punti di vista fisico, fisiologico e teorico, è interessante per la storia delle lenti a contatto per gli approfondimenti Psico-fisiologici della visione.

Oltre a disegnare un nervo ottico collocato correttamente nella conformazione cranica, approfondisce gli aspetti scientifici dell’esperimento di Leonardo affermando che: ponendo una lente su di un tubo riempito d’acqua e appoggiando questo sulla cornea, si riducono o si eliminano completamente le anomalie visive dell’occhio. La teoria della lenti a contatto aveva i suoi padri e i suoi teoremi, mancavano i mezzi per la dimostrazione.

Bisognerà aspettare il diciannovesimo secolo per avere le prime applicazioni pratiche di questi teoremi scientifici. L’invenzione della lente intesa come applicazione pratica e tecnologica la si deve a tre studiosi di oculistica, Adolf Gaston Eugen Fick (tedesco), Eugene Kalt (francese) e August Muller (svizzero), che sulla base dell’idea dell’astronomo britannico Sir John Herschel, realizzarono il primo prototipo di lenti a contatto.

Fick fu il primo a costruire, e sperimentare su di un coniglio, le prime lenti con potere correttivo nel 1887. Erano di vetro marrone con un diametro variabile tra i 18 e i 21 mm. Si posavano direttamente sulla cornea con una soluzione a base zuccherina. Dapprima vennero sperimentate sul coniglio ma in seguito, Fick, la applicò su dei volontari e su se stesso. Essendo dei prototipi erano grosse ed ingombranti e potevano esser indossate per poco tempo.

Sempre nel 1887 il francese Kalt conduce esperimenti del tutto simili a Parigi sperimentando le sue lenti in vetro su alcuni pazienti annotando notevoli miglioramenti nella visione. August Muller sarà il primo, nella sua tesi di dottorato, ad utilizzare il termine specifico “lente a contatto” e farà costruire la prima LAC a potere diottrico per correggere la sua forte miopia.

Le sostanziali differenze tra i presidi odierni e quelli realizzati agli albori del novecento stanno nel materiale di fabbricazione e nella superficie d’appoggio. A causa del vetro, materiale pesante e troppo spesso, queste lenti non potevano esser indossate per più di mezz’ora ed erano sclerali, cioè si posavano sulla intera superficie anteriore del bulbo oculare, risultando scomode e ingombranti, mentre quelle moderne sono corneali.

Un passo in avanti per la comodità e la personalizzazione delle lenti fu fatta nel 1929 dal medico ungherese Joseph Dallos che perfezionò degli stampi per la produzione di presidi adatti ad ogni tipo di occhio. Ebbe il grande merito di curare centinaia di soldati rimasti colpiti dai gas nervini durante la prima guerra mondiale poiché, le sue scoperte, resero molto più sopportabile portare le LAC.

Nel 1936 William Feinbloom, optometrista americano, introdusse nella produzione la plastica. Gli stampi personalizzati di Dallos e la leggerezza dei materiali plastici di Feinbloom, cambiarono per sempre l’idea e la tecnologia delle LAC. Ora la produzione e la diffusione potevano diventare di massa.

Tra gli anni 40 e gli anni 60 le grandi innovazioni ebbero il volto di Norman Bier (tedesco di nascita americano di adozione) che legò il suo nome alla realizzazione di lenti a contatto corneali rigide, allo studio della permeabilità dell’ossigeno verso la cornea e allo studio degli effetti negativi che il porto delle lenti a contatto potevano avere sulla circolazione sanguigna, sull’ossigenazione della cornea e sull’idratazione del bulbo oculare proponendo delle soluzioni che furono alla base delle successive e campali innovazioni.

L’utilizzo e la scoperta della plastica ebbero senza dubbio un’importanza strategica in questo settore. Nei primi decenni del novecento cominciarono quindi a svilupparsi in America lenti a a contatto prima parzialmente, e poi totalmente realizzate in plastica. La plastica rigida, tuttavia, era ancora molto scomoda, e ciò spinse alcuni medici a trovare soluzioni alternative.

 

Nel 1960 vennero introdotte sul mercato le prime lenti morbide grazie al medico cecoslovacco Otto Wichterle. L’enorme passo fu quello di impiegare un materiale idrofilo, cioè capace di assorbire l’acqua, e la sostanza in questione si chiamava Polimacone, cioè un silicone padre dei moderni Polimeri con cui sono realizzate tutte le lenti a contatto in commercio. Le prime lenti a contatto morbide furono prodotte da Bausch & Lomb esattamente dieci anni dopo. La comodità di queste nuove lenti accese i riflettori sull’intero settore, e le lenti a contatto divennero così molto popolari.

Lo sviluppo delle lenti a contatto continua anche oggi, con l’ausilio di tecniche sempre più ricercate che riescano a soddisfare le esigenze dei pazienti. È per questo che oggi si trovano in commercio moltissime varianti di lenti a contatto morbide: da quelle toriche a quelle rigide gas-permeabili, oppure lenti a contatto morbide per uso prolungato, usa e getta, addirittura bifocali, lenti a contatto cosmetiche, a protezione UV etc..

Traguardi storici recenti

  • 1979 – Introduzione dei modelli rigidi gas permeabili
  • 1981 – Introduzione dei modelli morbidi ad uso prolungato
  • 1982 – Introduzione dei dispositivi bifocali
  • 1986 – Introduzione dei modelli GP ad uso prolungato
  • 1987 – Lancio dei modelli usa e getta
  • 1995 – Lancio dei modelli giornalieri
  • 1999 – Introduzione delle lenti a contatto in silicone idrogel

Dai uno sguardo alla nostra guida all’utilizzo corretto delle lenti a contatto, troverai tanti spunti interessanti!

La storia delle lenti a contatto giornaliere